Aggiornamenti dal Fronte – TantoNonCambiaMaiNiente

COMUNICATO STAMPA DELLA T.N.C.M.N.

Villasimius

Villasimius


Quando mancano appena 20 minuti alla fatidica ora, alle 23:01 non sarà più possibile votare, il popolo del “TantoNonCambiaMaiNiente” alza la voce ed attraverso un lungo e perentorio comunicato stampa sfoga tutta la rabbia accumulata in queste ore. Già nei giorni precedenti, il vicesegretario generale di questo oceanico movimento, con delega alla difesa ostinata dell’indifendibile, aveva apertamente parlato di una campagna diffamatoria, ordita dai magistrati che non risiedono a Panama, tesa a screditare le ragioni di chi crede che anche nell’astensione si possa leggere una forma di protesta e, al contempo, di approvazione verso una politica energetica del governo che mira spensieratamente al futuro.
Codeste ragioni, riassunte nel documento di seguito riportato, possono considerarsi, a parere dell’autore di questo stupido pezzo, del tutto fondate.
Questo si legge nel comunicato:
Non biasimatemi, cercate di capirmi. Sarei uno di voi, se non fossi uno di noi, ma voi siete una dozzina e noi, dozzinali, siamo tanti. Le ragioni del nostro rifiuto, anche se sarebbe più corretto parlare di consapevole indifferenza, sono lampanti ad uno sguardo più attento e meno parziale. Siamo stanchi, maledettamente stanchi. L’anno che sta per concludersi ha comportato un notevole dispendio di energie ed è dunque assolutamente comprensibile la nostra posizione di attesa nei confronti di questo referendum apparentemente abrogativo. A quale attesa si fa riferimento? Ebbene, dopo un lungo conciliabolo all’interno del nostro Paese, in cui sono emerse anche posizioni contrastanti – ad esempio c’era chi proponeva di addurre la sempre valida scusa delle allergie primaverili per non recarsi alle urne e chi, opponendosi, sosteneva che si sarebbe tranquillamente potuta organizzare una salutare gita al mare proprio questa domenica – abbiamo deciso di assumere una posizione di attesa del tempo che scorre inesorabilmente fino al momento in cui non sarà più possibile recarsi alle urne. Non biasimateci, voi non conoscete la nostra storia, il nostro quotidiano impegno. Forse qualcuno avrà già dimenticato, ma noi siamo partiti ad agosto col megascivolo di gomma che invase arbitrariamente una via del paesello, bloccando di fatto la viabilità del centro storico, coi residenti della via turbati da una evidente manifestazione di cafonaggine ed arroganza che rimandava la mente ai memorabili tempi di Bush jr. Non fu semplice organizzare l’evento planetario che portò nelle casse comunali ben 50.000 euro, a fronte dei soli 70.000 euro spesi per rendere entusiasti tutti gli abitanti della provincia. Ci adoperammo tutti per raggiungere un unico grande obiettivo: collocare la spensieratezza al centro delle nostre giornate. Inoltre, con un pizzico di fortuna e tanta caparbietà, riuscimmo a disturbare la quiete di intere famiglie a cui impedimmo di riposare per 48 ore di fila in nome di una spensierata allegria, entrammo nel guinness dei primati dello scivolo d’acqua più lungo della storia dei paesini al di sotto delle 10.000 anime e conseguimmo il riconoscimento quale miglior “fiera dello sport senza progettualità” della scorsa estate.
A settembre seguimmo i consigli del telegiornale e, ricorderete, ci vergognammo moderatamente, come da sempre fanno tutte le bestie umanizzate, per la foto del piccolo Aylan, vittima innocente della pazzia moderna. Dopodiché protestammo, ma con moderazione, per la riforma della “buona scuola” che ha permesso alla mia ex docente d’italiano, unitarista da sempre con due mariti e 3 figli, di viaggiare e di conoscere finalmente le bellezze del territorio valdostano, alla veneranda età di 58 anni. La protesta fu
cavalcata da tutti e capeggiata dal famigerato gruppo studentesco “w la squola”. Ad ottobre ci facemmo cogliere da un sussulto di orgoglio dal sapore vagamente patriottico, proveniente dalla lontana Sepang. Ci sentimmo defraudati da una dubbia decisione di quei giudici, probabilmente di sinistra e sostenitori del Fan Club “RossiC’èMaLeImposteGlielePagoIo” ,che squalificarono il mitico campione italiano solo perché, per legittima difesa, aveva scalciato un molesto avversario mentre battagliavano per il primato. Nel giro di poche ore, in piazza Venezia, a Roma, si radunarono migliaia di inaspettati appassionati delle due ruote, tutti pronti ad invadere l’Austria per difendere i nostri colori. C’eravamo anche noi perché quelli della tv ci dissero di farlo. Indescrivibile la delusione che lacerò le nostre anime quando si sparse la voce, poi rivelatasi veritiera, secondo la quale Sepang si trova in Malesia e non in Austria. Tornammo a casa con l’animo afflitto perché credevamo davvero di poter finalmente riprenderci una storica rivincita, attesa dal giorno della disfatta di Caporetto.
A novembre portammo a spasso i nostri cani come facevano tutti ma, tra una chiacchierata ed un pettegolezzo, ci dimenticammo di raccogliere i loro escrementi e fummo duramente criticati. Alcuni di noi, i più coraggiosi, obiettarono che il paesello è sempre stato sporco, anche senza il puzzolente contributo degli animali a quattro zampe ed i cittadini, già vessati da imposte di ogni tipo, hanno perlomeno il diritto di partecipare liberamente al degrado ambientale del territorio. Una domenica mattina, col sole a riscaldare i nostri cuori, osservammo dei maratoneti sfrecciare lungo la pista ciclopedonale con gli spettatori in festa che applaudivano i loro beniamini. Ci facemmo travolgere da quell’entusiasmo e la domenica seguente partecipammo alla CorriSalerno-ReggioCalabria ottenendo ottimi risultati. Nelle settimane successive corremmo tanto, di giorno e di notte, con la pioggia e col sole, indossando sempre un giubbino catarifrangente fucsia che suscitava comprensibili perplessità tra gli spettatori. Scoprimmo tardi che l’attività podistica richiede sacrificio e passione e decidemmo di mollare a causa di una condizione psicofisica precaria, non prima di aver trionfato nelle tappe più importanti del circuito nazionale, tra le quali ricordiamo la “CorriPeròNonSudareTroppo2015” e la“CheBelloVederviCorrere3°Edizione”. Poi iniziammo a respirare un’aria diversa, dal sapore inconfondibile di bontà e fratellanza, che solitamente preannuncia l’arrivo del Natale ed allora capimmo che novembre era terminato. A dicembre ci fu la guerra, questo spiegarono gli analisti in tv. Noi, con moderata ostentazione, ce la facemmo sotto perché gli adepti del Califfato attaccarono violentemente Parigi, i nostri odiati cugini francesi, seminando il panico in tutti gli stati limitrofi. Ammazzarono la povera gente indifesa ed impreparata e, contestualmente, lanciarono un messaggio terrificante che sgretolò le certezze della compatta tribù occidentale. A quel punto non vi erano alternative, bisognava reagire con lucidità e tempestivamente, così dissero i più esperti. Tinteggiammo le nostre facce coi colori della bandiera francese per rimarcare solidarietà e vicinanza territoriale. Poi ci fecero notare che, in molti casi, questi sanguinari terroristi erano stati allevati al seno di mamma Europa ed allora preferimmo sorvolare su una questione, a nostro avviso, marginale ed inutile ai fini della comprensione del fenomeno terroristico. Vanamente chiedemmo ai nostri governanti di interrompere una volta per tutte qualunque tipo di relazione con gli africani e, più in generale, con tutte le persone bisognose che, con arrogante sfacciataggine, vengono a rubarci ciò che possediamo di più prezioso, la povertà.
Ci avvicinammo a Natale, ci suggerirono di festeggiare e noi festeggiammo. Salutammo il Natale con un altro grande risultato. Nella piazza dedicata al Papa polacco innalzammo al cielo un albero gigante realizzato esclusivamente con bottiglie di plastica. La gente era strabiliata da tanta lucentezza, fu un successone e nessuno, tranne i rompiscatole, ebbe da ridire sulla nostra iniziativa che mirava a
sensibilizzare una cittadinanza già capace di raggiungere percentuali bassissime di raccolta differenziata, ma sufficienti a superare la soglia minima del 5%, richiesta per non figurare tra i selvaggi del terzo millennio.
Aspettammo il nuovo anno col conto alla rovescia della signora D’Urso che, con la sua indiscussa professionalità, riesce a monopolizzare l’attenzione dei nostri consociati più arguti. Poi ci separammo per un po’. Alcuni si diressero in campagna e rinnegarono questo meraviglioso oceano di indifferenza perché, con tutti gli impegni sopraelencati, avevano dimenticato di raccogliere le olive con un conseguente mancato guadagno di milioni di euro. Molti di loro sono poi finiti in Tunisia e, ad oggi, ci risulta che vendano olio taroccato a contrabbando. Altri partirono alla volta di Colonia per prendere parte ad una rissa organizzata grazie ad una proficua collaborazione tra i nostalgici della razza suprema e le menti più illuminate della nuova Germania. Altri ancora andarono a mare, a godersi il sole agostano e quando scoprirono che si trattava di una anomalia termica, legata al preoccupante cambiamento climatico, intentarono una causa penale contro il servizio meteorologico del tg4.
A febbraio, ricorderete, organizzammo una fantastica gita a Roma, con pernottamento e prima colazione gratuiti, per conoscere personalmente il DDL – Dottore Della Lombosciatalgia – Cirinnà, del quale ci avevano parlato bene. I più informati ci dissero che questo dottore si era concesso una capatina nel mondo della politica per legiferare sul tema delle unioni civili. Giunti all’altezza di Frosinone, sentimmo alla radio un tipo stralunato che parlava di stepchild adpotion, mentre altri sostenevano l’obbligo di fedeltà e la necessità di tradire, c’era chi auspicava la soluzione delle mamme in affitto e chi contestava due padri in attesa del primogenito canadese. Spegnemmo la radio e capimmo immediatamente che non c’era nulla da capire, le cose stavano prendendo una brutta piega. Si decise quindi di non fermarsi a Roma e di ripiegare su San Arcore di Brianza, per esprimere affetto e gratitudine nei confronti del Cavaliere martoriato che proprio in quei giorni aveva scoperto di essere stato spiato dall’intelligence americana durante i suoi anni di governo. Lui ci accolse calorosamente e ci pregò di restare per trascorrere assieme una tranquilla serata. La mattina seguente molti di noi non vollero più tornare a casa e fecero richiesta di passaporto brianzolo per poter soggiornare liberamente nella dimora dell’ex premier.
Lo scorso mese, è storia recente, abbiamo visitato le sedi del nuovo partito democristiano sparse per l’Italia. La loro ospitalità ci ha letteralmente spiazzati. Ancor prima di poter instaurare un rapporto conoscitivo, questi gentilissimi signori ci hanno concesso la possibilità di esprimere liberamente una preferenza per il candidato sindaco da loro prescelto, donandoci un euro come gesto simbolico per consacrare la nascita di una nuova amicizia basata su valori comuni. Successivamente ci siamo concentrati esclusivamente sulla preparazione della Santa Festa Pasquale nel nostro meraviglioso paesino. L’organizzazione perfetta delle giornate ed il tempo clemente hanno permesso ai nostri concittadini di godersi la spensierata felicità da noi telecomandata. I più fortunati sono stati accecati dalla bellezza di alcuni abiti eleganti da sfoggiare rigorosamente in queste occasioni, mentre anche quest’anno delle distinte signore si sono azzuffate su un tema che presenta puntualmente le sue insidie: la differenza tra luci, apparati e luminarie. Le musiche della banda hanno allietato l’immancabile momento del digestivo che decreta la fine del pranzo in attesa della cena. I tradizionali fuochi d’artificio, sparati con incessante frequenza per il piacere di innervosire gli ottantenni in dormiveglia, hanno emozionato la cittadinanza che, alle prossime elezioni, non dimenticherà questi straordinari momenti di vitalità.
Ed arriviamo ad oggi, 17 aprile. Siamo stanchi, come già evidenziato, maledettamente stanchi di dover decidere su tutte le questioni più
difficili, come se noi potessimo davvero tracciare il destino dei nostri figli. Quale colpa potremmo assumerci , se non quella di aver dato la precedenza alla realtà cancellando i desideri più innocenti di qualche stregone ambientalista? Dov’eravate voi, gente responsabile e onesta, quando noi aggregavamo migliaia di persone sotto la bandiera del menefreghismo? Al contrario vostro, noi non abbiamo mai attaccato le scelte di campo degli oppositori. Forse, in talune occasioni, abbiamo sghignazzato con una Peroni in mano dinanzi alle utopie che portavate in strada, ma è evidente che da parte nostra non sia mai mancato il doveroso rispetto nei confronti di “quattro coglioni” che rompono le scatole con inutili istanze. Crediamo sia giunto il momento di unirci in un unico abbraccio che distrugga l’odio ideologico concepito dall’Unione Sovietica e permetta all’Italia di ripartire davvero, dopo 142 false ripartenze smascherate dalla Corte dei Conti.
trampolino per tuffi

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Concludiamo questo comunicato stampa rivolgendoci direttamente a coloro che, dopo averci presentato dati incontestabili per ammonirci sui pericoli che corriamo in nome del progresso, ci chiedono provocatoriamente di esprimerci sulla situazione delle lobby petrolifere che estraggono poco petrolio alla volta per secoli per risparmiare sulle royalty. Io, in qualità di vicesegretario generale della nazione più grande del pianeta – la ricca “TantoNonCambiaMaiNiente” – con delega alla difesa ostinata dell’indifendibile, rispondo che la nostra preferenza ricade sulle “luminarie”. Restiamo disponibili ad un pacato confronto sul tema.

F.R.D.